Inediti ritratti di custodi e musei. Le fotografie di Davide Pizzigoni al Museo Bagatti Valsecchi

di Debora Tosato

Le sale austere del Museo Bagatti Valsecchi di Milano hanno ospitato, fino al 5 febbraio 2012, l’interessante rassegna fotografica di Davide Pizzigoni1, incentrata sull’osservazione attenta e curiosa dei custodi, ai quali è quotidianamente affidato il compito di vigilare sulle opere d’arte dei musei, e che divengono – in quest’occasione – gli autentici protagonisti della mostra.
La ricerca di Pizzigoni2 si configura come un vero e proprio reportage di viaggio tra vari musei italiani e stranieri, che manifestano la propria essenza con discrezione, adattandosi alla messa in scena di un’operazione squisitamente intellettuale, comandata dallo sguardo penetrante del fotografo, attratto dall’universo multiforme dei guardiani, generalmente condannati ad essere anonimi e invisibili agli occhi del grande pubblico.
Le immagini esposte e riprodotte nel catalogo, selezionate da un corpus più ampio e articolato, documentano con spirito arguto e sottilmente ironico il rapporto privilegiato tra il custode e lo spazio museale, che acquista valore semantico per l’interazione con la figura umana.
Pareti, sculture, dipinti e oggetti d’arte, fotografati all’interno di spazi apparentemente astratti e immobili, assumono nuove fisionomie per effetto della presenza dei guardiani, sui quali il fotografo mette a fuoco il suo sguardo, ricavandone una carrellata di ritratti, scene di genere, vedute d’interno di sapore quasi fiammingo e gustosi divertissement talvolta dissacranti, come nel caso della coppia di custodi con gli occhiali scuri, seduti in una sala del Museo di San Martino a Napoli (fig. 1).
La sensibilità di Pizzigoni, influenzata anche dall’esperienza nel settore della moda, riesce a catturare insoliti effetti di luce e trame di colore, sia nelle immagini che trasportano lo spettatore nelle raffinate atmosfere d’interno dei musei storici d’ambiente (figg. 2-4), dove i custodi sono perfettamente integrati e pare che il tempo si sia fermato, sia in quelle scattate nei contenitori d’arte contemporanea, in cui prevale una dimensione di gioco tra figurante e oggetto d’arte, come nella fotografia di Palazzo Madama a Torino (fig. 5).
A corredo del testo, sono riprodotte alcune immagini del Museo di Palazzo Grimani (figg. 6-9), in quanto sono stati coinvolti nel servizio fotografico anche i musei statali di Venezia.

1Guardiani. Fotografie di Davide Pizzigoni, a cura di L. Pini (Milano, Museo Bagatti Valsecchi, 25 novembre 2011-5 febbraio 2012). Catalogo della mostra edito da Allemandi. Testi di Davide Pizzigoni, Pierre Rosenberg e Marco Vallora.
2Davide Pizzigoni è pittore, scenografo e designer (www.davidepizzigoni.com). Ha collaborato con prestigiose istituzioni europee come il Teatro dell’Opera di Zurigo e lo Staatsoper di Vienna.

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