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IL SAN GIOVANNINO DI ÚBEDA. UN CAPOLAVORO RITROVATO
(la mostra è stata prorogata fino al 27 aprile 2014)

Venezia, Museo di Palazzo Grimani

4 dicembre 2013 23 febbraio 2014

Giornata di Studio: 3 dicembre 2013, ore 10-17

Inaugurazione: 3 dicembre 2013, ore 17 (su invito)

Dal 4 dicembre 2013 al 23 febbraio 2014 (prorogata al 27 aprile) sarà esposta al Museo di Palazzo Grimani una statua di San Giovannino attribuita a Michelangelo. Il giorno 3 dicembre dalle ore 10 alle ore 17 si terrà, sempre a Palazzo Grimani, una Giornata di Studio dedicata alle problematiche inerenti al restauro e allattribuzione dellopera grazie al sostegno di Venetian Heritage e alla Casa Ducale di Medinaceli.

Dopo un oblio durato quasi ottantanni la statua raffigurante San Giovannino di proprietà della Casa Ducale di Medinaceli torna visibile al pubblico. Lopera era collocata ad ornamento della nicchia sullaltare della cappella funeraria di Francisco di Los Cobos de El Salvador di Úbeda, in Andalusia fino al 1936 quando fu gravemente danneggiata dalla furia iconoclasta durante la guerra civile spagnola.

Grazie ad un complesso lavoro di restauro curato dallOpificio delle Pietre Dure di Firenze che si è avvalso di metodologie di scansione digitale tridimensionale allavanguardia, la statua è stata ricostruita. Il modello virtuale, elaborato sulla scorta delle fotografie antiche, ha consentito di ricomporre i numerosi, ma non completi, frammenti in cui era ridotta la scultura, determinandone lesatta posizione nellinsieme. Linnovativa operazione è frutto dellavanzata ricerca condotta dallOpificio delle Pietre Dure di Firenze di metodologie le più appropriate per i diversi e spesso assai impegnativi casi di restauro condotti dai suoi tecnici. Torna così apprezzabile un capolavoro della scultura fiorentina della fine del XV secolo per la cui paternità, secondo gli studi recenti condotti da Francesco Caglioti, si conferma il nome di Michelangelo Buonarroti.

Le biografie michelangiolesche, a partire da quella di Ascanio Condivi, stesa sotto la diretta supervisione del maestro, riportano la notizia, ripresa da Vasari nella seconda edizione delle Vite (1568), che egli eseguì in marmo tra il 1495 e il 1496 un San Giovannino per Lorenzo di Pierfrancesco de Medici. Tuttavia lopera sembrò presto scomparire dalla vista e negli studi critici per i secoli a venire, fino al XIX secolo.

La riduzione in frammenti completò lopera, confinando e apparentemente condannando la statua ad una destino che sembrava ormai definitivo. Gli studi recenti di Caglioti hanno invece consentito di ripercorrere, partendo dalla biografia di Condivi e dalla ricerca archivistica condotta dallo studioso, con il supporto di materiale fotografico sistematicamente ricercato ed individuato, vicende che oggi convincentemente permettono di colmare lacune secolari. Sulla scorta dei documenti rinvenuti, lo studioso può dunque affermare che la statua fu un dono speciale che Cosimo I de Medici inserì tra i preziosi omaggi inviati in Spagna a Francisco de Los Cobos, personaggio chiave della politica e della diplomazia imperiale spagnola in Italia, per il sostegno ricevuto nella sua scalata al potere sia dall Imperatore Carlo V, che dal suo potentissimo Primo segretario, Francisco de Los Cobos, coltissimo e appassionato collezionista, a cui non fecero mancare riconoscimenti artistici i Signori delle diverse corti italiane.

Nei loro interventi al Convegno restauratori e storici dellarte ricostruiranno puntualmente le vicende dellopera, in particolare Francesco Caglioti con Michelangelo e il San Giovannino mediceo, da Firenze alla Spagna darà puntualmente conto della sua ricerca che ha consentito di restituire al Buonarroti il prezioso marmo.

Alla fine della mostra la statua tornerà ad Úbeda, nella cappella funeraria del Salvatore.

Visualizzare in formato pdf il programma del convegno e il comunicato_stampa.