Camerino di Callisto

Come nel camerino di Apollo, anche quello dedicato alla ninfa Callisto e alla storia della sua metamorfosi rinvia al celebre testo ovidiano.

Il racconto si snoda attraverso cinque riquadri a fondo oro, a partire dal primo – sulla parete di fronte alle finestre -, dove la ninfa addormentata viene amata da Giove, fino all’epilogo – al centro del soffitto-, in cui Callisto e il figlio Arcade vengono tramutati in costellazioni.

Riscoperta a Roma la tecnica dello stucco antico, studiata sulle rovine classiche, Giovanni da Udine offre in questo soffitto un saggio della sua grande abilità, ricreando animali, nature morte e dodici putti, simboleggianti i mesi dell’anno, accompagnati da quattro segni zodiacali riferibili alle stagioni.

Alcuni specchietti tondi incastonati negli stucchi impreziosiscono la composizione e, in accordo con la storia narrata, richiamano le stelle del firmamento.